Arte

Arte dal XIV al XIX secolo nelle collezioni pubbliche ticinesi.

Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, Rancate

La stagione espositiva 2026 della Pinacoteca Züst si apre il 22 marzo con una mostra dedicata alle opere d’arte antica presenti nelle collezioni pubbliche ticinesi.

Ampliando l’orizzonte oltre i confini preziosi ma ristretti della propria collezione, la Pinacoteca cantonale Giovanni Züst presenta un’esposizione che riunisce alcune delle opere più significative risalenti al periodo compreso tra il tardo Medioevo e la seconda metà dell’Ottocento conservate nelle raccolte pubbliche ticinesi.

La mostra, in cui le opere della Pinacoteca sono integrate con prestiti provenienti da altre istituzioni, permette di avere uno sguardo d’insieme su di un patrimonio storico-artistico abitualmente dislocato in luoghi diversi e non sempre accessibile al pubblico.

Nel quadro unitario di un allestimento museografico in cui l’ordinamento cronologico si articola attraverso raggruppamenti tematici e di genere, il visitatore ha l’opportunità di ammirare dipinti e sculture conservati, oltre che presso la Pinacoteca Züst, presso il Museo d’arte della Svizzera italiana, l’Archivio di Stato, il Museo di Casa Rusca, il Museo Vela, il Museo d’arte di Mendrisio, il Museo di Villa dei Cedri, il Museo storico etnografico della Valle di Blenio e in alcuni edifici ecclesiastici.

Grazie alla possibilità di istituire proficui confronti tra testimonianze artistiche spesso di grande valore, il percorso dà conto della ricchezza di questo patrimonio e al contempo tratteggia per sommi capi una storia dell’arte ticinese durante i secoli presi in esame, evidenziandone i protagonisti e gli snodi principali. Una storia che si contraddistingue oltre che per la cospicua e prolungata emigrazione delle maestranze artistiche anche per lo strettissimo rapporto che lega il Ticino all’area lombarda e più in generale italiana. L’esposizione, che non include solo artisti ticinesi, documenta inoltre le impostazioni storiografiche e le scelte di gusto che hanno caratterizzato dalla seconda metà dell’Ottocento la nascita e lo sviluppo, non sempre organico e coerente, delle collezioni pubbliche nella Svizzera italiana.

A quasi cinquant’anni didistanza dalla mostra Presenze d’arte in Ticino dal XV al XVIII secolo che era stata ospitata negli spazi di Villa Ciani nel 1979, si presenta una ricognizione del patrimonio d’arte antica conservato nei diversi istituti museali ticinesi al fine di promuovere una riflessione comune sulla gestione e sulla valorizzazione unitaria di queste collezioni anche in prospettiva della ristrutturazione e dell’ampliamento di cui sarà oggetto la Pinacoteca nei prossimi anni.

Un centinaio le opere esposte, tra le quali, oltre ad alcuni dei capolavori dei due principali esponenti della pittura seicentesca ticinese, Giovanni Serodine e Pier Francesco Mola, figurano dipinti e sculture di Bernardino Luini, Tommaso Rodari, Domenico Fetti, Joos de Momper, Giuseppe Antonio Petrini, Angelika Kauffmann, Carlo Bossoli, Vincenzo Vela e Antonio Ciseri.

In occasione della mostra, la Pinacoteca ospita inoltre per la prima volta un’importante opera del Maestro della tela jeans entrata recentemente a far parte della collezione grazie alla generosità della Fondazione Dr. Joseph Scholz, che da anni contribuisce ad arricchire le raccolte dei principali musei svizzeri, tra i quali il Kunsthaus di Zurigo. Il dipinto Madre mendicante con due bambini, una delle prove più significative di questo autore ancora anonimo che negli ultimi anni ha goduto di una crescente attenzione da parte della critica, si inserisce nel filone della “pittura della realtà”, in voga nel Seicento in tutta Europa, che non disdegnava la raffigurazione di personaggi appartenenti alle classi sociali più umili, spesso vestiti di stracci e colti nella loro quotidianità. Il pittore deve il suo nome alla presenza, in molte delle sue opere, di quel tessuto di fustagno blu prodotto a Genova che oggi chiamiamo comunemente blue jeans.
In autunno la Pinacoteca dedicherà una grande retrospettiva a una delle principali figure della pittura lombarda e italiana del Settecento, il ticinese Giuseppe Antonio Petrini(1677-1759). A distanza di più di trent’anni dalla mostra presentata a Lugano nel 1991, la mostra rappresenterà un’occasione unica per ammirare riuniti in un unico luogo alcuni dei principali capolavori del pittore di Carona.

Data

A 23.08.2026
ogni Ma a Ve
10:00 - 12:00
14:00 - 17:00
ogni Sa, Do
10:00 - 12:00
14:00 - 18:00

Prezzo

Adulti
CHF 10

Ridotto (pensionati, studenti, gruppi)
CHF 8

Indirizzo

Pinacoteca cantonale Giovanni Züst
Via Pinacoteca Züst 2
6862 Rancate

Categoria

  • Arte

Tipo di esposizione

  • Esposizione particolare

Webcode

www.guidle.com/EZEjyK